A Napoli la conoscono tutti, ma nessuno vi ha mai detto la vera storia della pasta alla puttanesca

Immagina di sederti in un vecchio ristorantino nascosto tra i vicoli di Napoli, dove il profumo di sugo fresco si mescola a quello del mare vicino. Qui, tra una chiacchierata e l’altra, potresti scoprire il segreto di uno dei piatti più audaci e discussi della cucina italiana: la pasta alla puttanesca. Ma non lasciarti ingannare dal nome, perché dietro c’è molto più di quello che si potrebbe pensare.

Origini e leggende

Il nome “puttanesca” ha origini piuttosto colorite e, come spesso accade per le ricette tradizionali, non mancano leggende e aneddoti sulla sua nascita. Una delle storie più popolari racconta che fosse il piatto veloce che le prostitute napoletane preparavano tra un cliente e l’altro, utilizzando ingredienti semplici e a rapida cottura. Tuttavia, questa spiegazione è più un mito metropolitano che storia vera.

Secondo un’altra versione, il termine “puttanesca” deriva da “una pasta alla marinara” fatta con ciò che c’è, un po’ come una “puttanata” qualsiasi. Sandro Petti, co-proprietario del ristorante “Rancio Fellone” a Ischia, avrebbe inventato il piatto alla fine degli anni ’50 quando, a richiesta di alcuni clienti affamati, mise insieme un sugo con gli avanzi trovati in cucina: olive, capperi e pomodori.

Gli ingredienti chiave

La magia della pasta alla puttanesca sta nella sua capacità di trasformare pochi ingredienti robusti e saporiti in un piatto ricco di personalità. I protagonisti? Pomodori pelati, olive nere di Gaeta, capperi, aglio, peperoncino e di solito un tocco di acciughe, anche se su quest’ultimo ingrediente non tutti i napoletani sono d’accordo.

Nonostante la semplicità, la scelta di ingredienti di qualità è fondamentale. Le olive devono essere carnose e saporite, i capperi sotto sale e non sott’aceto per mantenere un gusto deciso, e i pomodori ben maturi per creare una base dolce e speziata che contrasta perfettamente con il salato degli altri componenti.

La preparazione tradizionale

La preparazione della pasta alla puttanesca è veloce e diretta, proprio come suggerisce la sua storia. Si inizia soffriggendo l’aglio in abbondante olio d’oliva. Una volta dorato, si aggiungono le acciughe, che si lasciano sciogliere a fuoco lento. Seguono i pomodori, le olive tagliate e i capperi. Dopo aver fatto insaporire il tutto per circa 15 minuti, il sugo è pronto per condire la pasta, tradizionalmente spaghetti o linguine.

Un dettaglio che molti sottovalutano è il momento in cui si aggiunge il peperoncino. Metterlo mentre si soffrigge l’aglio può dare un’aroma più intenso e penetrante, perfetto per chi ama i sapori forti e decisi.

Errori comuni nella preparazione

Sai qual è l’errore che fanno tutti? Aggiungere troppo presto i capperi. Questi, se cotti troppo a lungo, possono perdere gran parte del loro aroma pungente, fondamentale per il carattere del piatto. Detto tra noi, un trucco che ho imparato sulla mia pelle è aggiungerli quasi al termine della cottura, così mantengono il loro gusto intenso.

Inoltre, un altro errore frequente è quello di sciacquare le acciughe sotto acqua corrente per desalarle. La verità? Nessuno te lo dice, ma questo elimina gran parte del loro sapore. È meglio tamponarle leggermente con della carta assorbente.

Te lo dico per esperienza, la pasta alla puttanesca non è solo un piatto ricco di sapore, ma anche di storie e tradizione. Nelle sue molteplici versioni, testimonia la creatività e l’ingegnosità della cucina napoletana, capace di trasformare ingredienti semplici in un pasto indimenticabile. Ecco perché, nonostante le origini incerte e le leggende metropolitane, rimane uno dei piatti più amati e rappresentativi del bellissimo golfo di Napoli.

Eleonora Sassi è una blogger esperta in ricette di cucina casalinga e preparazioni semplici per la vita di tutti i giorni. Da anni sperimenta in cucina, trasformando ingredienti comuni in piatti pratici, dolci fatti in casa e ricette affidabili, pensate per chi cucina ogni giorno.