La panissa piemontese, il risotto che ha nutrito i soldati: storia e ricetta di un piatto eroico

Immagina di trovarsi nel bel mezzo delle campagne piemontesi di qualche secolo fa, quando i soldati ritornavano stanchi e affamati dalle battaglie. Non c’erano fast food o ristoranti gourmet, ma c’era un piatto che li aspettava, capace di rinvigorire il corpo e confortare l’anima: la panissa piemontese. Non un semplice risotto, ma un vero e proprio simbolo di resistenza e tradizione.

Origini storiche e valore nutrizionale

La panissa piemontese ha radici profonde nella storia della regione. Originariamente era il piatto dei poveri, preparato con ingredienti semplici ma nutrienti. Il riso, coltivato abbondantemente nelle pianure alluvionali del Piemonte, era l’ingrediente base, mentre le lenticchie, che si aggiungevano per arricchire il piatto, ne aumentavano il valore proteico, fondamentale per i soldati che tornavano dal fronte.

Un dettaglio che molti sottovalutano è il ruolo della cipolla e del salame nel fornire quel gusto robusto e quel senso di sazietà che solo un piatto ricco di storia può offrire. La presenza del vino rosso, tipico della regione, conferiva alla panissa quel carattere unico che la distingue da un normale risotto.

La ricetta tradizionale

Preparare la panissa è un viaggio nella tradizione culinaria piemontese. Inizia con la cottura delle lenticchie, preferibilmente quelle di piccole dimensioni per una migliore amalgama con il riso. Dopo averle cotte, si tosta il riso in una padella con un soffritto di cipolla tritata finemente e salame tagliato a dadini. Qui la magia inizia davvero.

Una volta che il riso è ben tostato, si sfuma con vino rosso, tipicamente un Barbera o un Dolcetto, che lascia quella traccia inconfondibile di pienezza nel piatto. L’aggiunta successiva dell’acqua o del brodo permette al riso di cuocere e assorbire tutti i sapori. Verso la fine della cottura, si aggiungono le lenticchie e si continua a mescolare fino a raggiungere la consistenza desiderata, cremosa ma ferma.

Il tocco finale è il salame a pezzetti, che viene fatto rosolare separatamente e poi aggiunto alla panissa prima di servire, insieme a una generosa spolverata di formaggio grattugiato, preferibilmente parmigiano o pecorino, a seconda dei gusti.

La panissa oggi: tra tradizione e innovazione

Nonostante la sua antica origine, la panissa piemontese non è un piatto relegato ai libri di storia. Oggi è apprezzata non solo in Italia, ma anche all’estero, grazie alla crescente curiosità verso le cucine regionali italiane. In Piemonte, è facile trovare la panissa nei menu dei ristoranti tradizionali, spesso presentata con orgoglio come specialità della casa.

Chi vive in città o nei paesi del Piemonte sa che la panissa è più di un semplice piatto: è un elemento di connessione con la storia e la cultura del luogo. Ogni famiglia ha la sua variante, alcune aggiungono rosmarino o alloro per aromatizzare ulteriormente il piatto, altre usano diverse tipologie di salame per distinguersi.

La panissa piemontese è anche un esempio perfetto di come un piatto possa evolversi mantenendo le sue radici. Nel corso degli anni, cuochi e chef hanno sperimentato con ingredienti e tecniche di cottura, ma la base resta quella tradizionale, garantendo quel sapore autentico che ha nutrito generazioni di piemontesi e non solo.

Te lo dico per esperienza, la panissa piemontese non è solo un piatto, è un racconto, una storia di resilienza e tradizione che continua a vivere in ogni chicco di riso e ogni pezzetto di salame. Un piatto eroico, senza dubbio, che racchiude l’essenza di un intero territorio e la tenacia di chi lo ha creato e continuato a tramandare. Se vi capita, non perdete l’occasione di assaggiare questa meraviglia della cucina piemontese.

Detto tra noi, ho imparato sulla mia pelle che la qualità del salame fa la differenza in questo piatto. Un buon salame non solo arricchisce il sapore, ma dona anche quella consistenza perfetta che lega tutti gli ingredienti. Sai qual è il trucco? Usare un salame leggermente piccante per dare quel tocco in più che risveglia i sapori. Ah, quasi dimenticavo una cosa: non scordarti di servire la panissa ben calda, così il formaggio si scioglie meravigliosamente, creando quel fantastico effetto filante che tutti amiamo.

Eleonora Sassi è una blogger esperta in ricette di cucina casalinga e preparazioni semplici per la vita di tutti i giorni. Da anni sperimenta in cucina, trasformando ingredienti comuni in piatti pratici, dolci fatti in casa e ricette affidabili, pensate per chi cucina ogni giorno.